Telescopi

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Ecco alcune fotografie della mia strumentazione, modestamente (e poco, da qualche tempo a questa parte…) usata dal balcone di casa. All’appello mancano il Konus Pictor 80/800 mm (Cassegrain), un rifrattore giapponese 60/700 mm, e un rifrattore autocostruito 80/1200 mm (devo dire, una piccola meraviglia, nel visuale su Luna e Pianeti).

Il telescopio principale (un riflettore, quindi con obiettivo a specchio) è un Meade LX200 10″ (25 cm), f/10 (cioé, 2 metri e mezzo di lunghezza focale), completamente automatizzato sia in altazimutale, che in equatoriale, in configurazione Schmidt-Cassegrain. Lo uso sia per riprendere, che per guidare; possiede un database di 65.536 oggetti, e può puntare, comunque, qualsiasi coordinata.

A cavalcioni c’è un Meade ETX-90 (Maksutov-Cassegrain, un riflettore di 90mm di diametro per 1250mm di lunghezza focale, molto vicino alle prestazioni di un rifrattore di pari diametro per la sua particolare configurazione ottica: un vero portento, ve lo assicuro!). Di solito usato per la guida, è capace di sfoderare imprese non da poco sia su Luna e Pianeti, che nel profondo cielo (soprattutto grazie al campo più ampio rispetto al fratellone maggiore).

Per visualizzare le foto in dettaglio, basta cliccarvi sopra.

Una visione laterale dell'LX200 da 10" (25 cm) f/10, con, a cavalcioni, l'ETX-90 (90mm f/13.8).
Una visione laterale dell’LX200 da 10″ (25 cm) f/10, con, a cavalcioni, l’ETX-90 (90mm f/13.8).
Un altra prospettiva dei due telescopi, per evvidenziarne la lastra correttrice (indispensabile nelle configurazioni ottiche di derivazione Cassegrain).
Un altra prospettiva dei due telescopi, per evvidenziarne la lastra correttrice (indispensabile nelle configurazioni ottiche di derivazione Cassegrain).
Migliore evidenziazione del trattamento anti-riflesso EMC delle lastre correttrici.
Migliore evidenziazione del trattamento anti-riflesso EMC delle lastre correttrici.
L' "interno" del telescopio principale; sul fondo si vde lo specchio primario; in primo piano, invece, la copertura in plastica, con tre viti per la regolazione, dello specchio secondario.
L’ “interno” del telescopio principale; sul fondo si vde lo specchio primario; in primo piano, invece, la copertura in plastica, con tre viti per la regolazione, dello specchio secondario.
Stessa descrizione di cui sopra; in questo caso, però, la configurazione ottica usata non è, come nel caso del principale, Schmidt-Cassegrain, m Maksutov-Cassegrain. La differenza principale consiste nell'argentatura (visibile nella foto) deputata a fungere da specchio secondario, e nel "profilo" della lastra correttrice.
Stessa descrizione di cui sopra; in questo caso, però, la configurazione ottica usata non è, come nel caso del principale, Schmidt-Cassegrain, m Maksutov-Cassegrain. La differenza principale consiste nell’argentatura (visibile nella foto) deputata a fungere da specchio secondario, e nel “profilo” della lastra correttrice.
Il più piccolo della compagnia, l'ultimo arrivato (febbraio 2008): l'ETX-70, su montatura (appena decente nel visuale!) computerizzata. Si tratta di un rifrattore da 70mm f/5, utilizzato a volte sulla Luna, con risultati decenti.
Il più piccolo della compagnia, l’ultimo arrivato (febbraio 2008): l’ETX-70, su montatura (appena decente nel visuale!) computerizzata. Si tratta di un rifrattore da 70mm f/5, utilizzato a volte sulla Luna, con risultati decenti.
La Philips Vesta Pro 675 modificata. Usualmente la utilizzo per la ripresa planetaria con il software "Gigiwebcapture", ma, per la modifica effettuata, può essere usata anche per riprese a lunga posa del profondo cielo, da cui però...
La Philips Vesta Pro 675 modificata. Usualmente la utilizzo per la ripresa planetaria con il software “Gigiwebcapture“, ma, per la modifica effettuata, può essere usata anche per riprese a lunga posa del profondo cielo, da cui però…
... è limitata dalle piccole dimensioni del pur ottimo sensore CCD. Lo scotch è per proteggerla dagli attacchi proditori di bambini e gatto!
… è limitata dalle piccole dimensioni del pur ottimo sensore CCD. Lo scotch è per proteggerla dagli attacchi proditori di bambini e gatto!
La mia prima camera CCD (1993)! Attualmente usata (poco) come autoguida. Si tratta della famosissima e quasi immortale SBIG ST-4.
La mia prima camera CCD (1993)! Attualmente usata (poco) come autoguida. Si tratta della famosissima e quasi immortale SBIG ST-4.